Chi si aspetta un commento alla visione politica degli oratori della serata organizzata dal PD, giovedi al cinema teatro Bertoni, resterà deluso. Il contenuto dei temi toccati saranno dettagliati e sviscerati dagli organi di informazione deputati all’informazione canonica. Noi, in questi incontri, vogliamo cogliere altre sfaccettature.
Il nostro caro premier, in questo periodo di crisi, ci invita ad inventarci un posto di lavoro... ad affidarci al fai da te!
Facciamo fai da te...
in campo edilizio: con l’autocertificazione possiamo far allungare, scavare, innalzare, cstruire, smantellare...
per le emergenze umanitarie: la Protezione Civile si vede i fondi continumente tagliati e ci si affida al buon cuore dei volontari...
per la crisi economica: non ci sono ammortizzatori sociali? Vabbè ci si affida alla solidarietà dei familiari
con il randagismo: le cause costano, sono lunghe e spesso non risolutive... meglio una bella litigata e il più prepotente ha ragione...
per le forze dell'ordine: se manca la benzina nelle auto, o non si effettua il servizio o gli agenti anticipano la spesa. (Alle auto blu il carburante non manca mai...)
per i disastri ambientali: per i terremoti, per le frane e per le inondazione non c'è prevenzione nè i fondi per riparare ai danni! Ci si affida alla solidarietà di privati benestanti e ai comuni cittadini che donano l'euro col cellulare...
per i parcheggi: non ci sono? Vabbè si posteggia sulle strisce, sui marciapiedi, in doppia fila...
per i malati allettati: non c'è assistenza sanitaria e quindi, con enormi sacrifici tra i parenti, ci si autotassa per una badante.
per la sicurezza cittadina: no problem, si organizza una bella ronda di quartiere... ...
Stanchi di aspettare la rimozione dell’immondizia sotto casa? FAI DA TE !
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Scusate... ma il 48% di tasse che le paghiamo a fare?
Un nostro affezionato lettore ci scrive... ci parla della nostra politica locale e del prossimo appuntamento elettorale. Credo che le sue parole siano condivise da tanti cittadini battipagliesi: il testo trasuda rassegnazione, sconforto... un senso di impotenza devastante.
"Cari signori,
leggo e sento spesso di ciò che accade nella mia città: anche se la vivo poco per via del mio lavoro che mi porta a stare spesso fuori, ne leggo e ne sento di tutti i colori... ma in realtà la musica è, e resterà, sempre la stessa....
La politica è ormai da decenni nelle mani di pochi uomini che hanno avuto la possibilità, nel corso degli anni, di formare le loro fazioni. Parliamoci chiaro: tutti sapiamo, ne siamo tutti schifati ma allo stesso tempo molti di noi comunque ne fanno parte....anzi, meglio dire, "ne facciamo parte...."
Eh si... ne facciamo parte in modo passivo, senza far niente, guardando chi ha il potere economico e amministrativo della città fare ciò che più gli fa comodo.
Tra di noi gridiamo allo scandalo, ma restano parole sospese nell'aria, che tutti sentono, ma che nessuno sembra sia in grado di diffondere apertamentei, come se il problema fosse di tutto il resto della città e non nostro...
Sono ormai 3 giorni che il nostro concittadino Peppe D’Elia, conosciuto ai più come l'Uomo del popolo, ha iniziato il suo sciopero della fame, incatenandosi davanti alla porta del Palazzo di Città. Tutto ciò perchè le domande che egli ha formulato sul palco nel suo comizio-denuncia, il 28 febbraio scorso, non hanno avute risposte.
E, coerentemente a quanto declamato, Peppe D'Elia è passato ai fatti: non più denunce ma una provocazione violenta! Si, una violenza contro se stesso, ma pur sempre una violenza.
Questa mattina era ancora lì... da venerdi scorso non si è mai allontanato dal suo tavolino allestito in Piazza Aldo Moro.