Prevenire è meglio che curare. Gli oncologi sanno bene quale enorme differenza ci sia tra le terapie nella fase embrionale di un tumore e la lotta alle metastasi.
Nel Meridione, ma in Italia in genere, la povertà e la lontananza fisica dai grossi flussi industriali e commerciali europei, hanno contribuito alla larga diffusione dell’arte dei diseredati... quella di arrangiarsi. Siccome poi siamo anche dei buoni (?) cristiani, in nome della necessità siamo propensi ad un facile perdono, all’indulgenza... specialmente nei nostri confronti. Giustifichiamo tutto e tutti... se in cambio ci promettono una briciola di pane!
Siamo nel 2010 e l'Italia è devastata da metastasi... quelle rare volte che si tenta di tamponare una falla ne sopraggiungono altre cento più grandi. I nostri politici e i nostri amministratori sono tutti innocenti ed intoccabili. I 60 miliardi di euro di tangenti appena denunciati dalla Corte dei Conti gridano vendetta... ma nessuno ascolta...
E la guerra al malaffare? Vi racconto un mio personale aneddoto. Per dare significato e concretezza alla mia dissociazione dal "sistema", nel lontano 1987 giurai come guardia venatoria/ambientale con l’associazione “Italcaccia”. Un modo per impegnarmi in prima persona a difesa della natura... auto propria, benzina propria, divisa propria... "rimborsi zero”. Un impegno con molte soddisfazioni... ma certamente non servì a mutare alcunchè.
La “debacle” e la fine del mio impegno lo segnò un’Asl cilentana. Così come accade ancor'oggi, ln estate le fogne scoppiavano continuamente a causa del sovrautilizzo dei turisti, con il conseguente allagamento di bassi e cantine. I cittadini attendevano speranzosi l'intervento di qualcuno... e io mi sentivo quel qualcuno! Mi armai di macchina fotografica, realizzai un dossier e denunciai tutto ai carabinieri. Passarano i giorni ma niente...
Mi recavo continuamente all’ASL per chiedere spiegazioni e all’ennesima alzata di braccia li minacciai di una denuncia per omissione in atti di ufficio. La risposta? Una sonora risata.
Il responsabile (divertito?) mi portò in un’altra stanza ed aprì un capiente armadio: una pila impressionante di denunce a loro carico... nei suoi occhi la certezza dell’archiviazione o della prescrizione dei procedimenti. Oleifici e porcilaie condannati ai sigilli... ma non prima della fine delle loro attività, opifici abusivi, scarichi illegali, inquinamento di tutti i tipi... quelle denunce gridavano vendetta... ma nessuno le ascoltava...
Il tumore attualmente è troppo forte, le metastasi dell’illegalità sono diffuse e, cosa più grave, tollerate da buona parte della popolazione che non crede più in uno Stato di Diritto (e come dargli torto!?).
L’Uomo del Popolo, indipendentemente dalla simpatia o dall'antipatia che può generare, nel comizio di domenica sera ha invocato cose sacrosante... il ritorno alla moralità e alla legalità! Le sue parole taglienti sono svanite nel vento... e il giorno dopo nulla è cambiato... come sempre...
La crisi, tranne che per i Paesi emergenti (Cina,India,Brasile...) non è un ectoplasma... è figlia di scelte politiche scellerate protratte negli anni.
E l'Italia, in questo, è leader mondiale: sperperi, stipendi esorbitanti, enti inutili, burocrazia soffocante, politica predatoria, liquidazioni stratosferiche per i fallimentari boiardi di stato, mancati investimenti in cultura e ricerca. Non un piano energetico, non un piano industriale, non un welfare bilanciato, non un piano di turismo, non investimenti sull’energia rinnovabile.
Centinaia di milioni bruciati per il G8 in Sardegna, altri centinaia per riorganizzarlo all'Aquilia (ma sti capi di Stato non possono parlarsi in videoconferenza invece di andare in giro per il mondo a far spendere soldi?), centinaia per arricchire i titolari degli inceneritori tedeschi, milioni per (il dittatore) Gheddafi, miliardi bruciati per Alitalia, miliardi regalati agli speculatori della Sanità, miliardi per la costruzione di nuove e precarie case aquilane che sono costate il doppio del dovuto...Ci si muove solo nella direzione “business”... il resto può attendere
L’emergenza lavoro? "Adda passà 'a nuttata"... ecco la soluzione che ci propongono.
I fondi Fas (Fondi Aree Sottoutilizzate) del Mezzogiorno, 63.3 miliardi di euro, ed i fondi Fis (Fondi Infrastrutture Strategiche) sono stati congelati... se ne riparlerà tra qualche anno. Ma per non farli ammuffire, come il TFR, il Governo ne ha sottratti 13 miliardi... che si spendono per (finte!) emergenze, arricchendo gli amici affidando loro gli appalti, e per finanziare la cassa integrazione.
Ricordate il rivoluzionario piano ”stanzetta-in-più” che avrebbe dovuto scuotere l'economia nazionale? Gli italiani già lo avevano fatto da anni abusivamente. Il Piano per il Sud? Solo chiacchiere per tranquillizzare i sudditi...
Qualche anno fa, svalutando la lira e foraggiando gli industriali con il debito pubblico, ci illudevamo di superare le crisi. Oggi è un giochetto non reiterabile, grazie all’Euro e all’Europa.
Agli amici dell’Alcatel, ovviamente, solidarietà e comprensione... il problema è che forse anche dai nostri amministratori non si riesce ad ottenere altro...
L'unica arma di cui è dotato il popolo è il voto. Prima di apporre una X sul simboletto che più ci sta simpatico, pensiamo se quel partito ha contribuito alla trasformazione da:
"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo.(art.1 Costituzione).La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società (art. 4 Costiruzione)"
a
"L'Italia è una Repubblica fondata sulla corruzione (60 miliardi annui), sulla camorra, sul lavoro nero e precario (art. 1 della politica italiana)". Ci decidiamo a cambiare le cose?
Queste le foto del consiglio comunale del 13 febbraio che si è tenuto dinanzi allo stabilimento Alcatel...
Venerdi 5 febbraio 2010, appena 2 giorni fà, il sindaco si è preso la briga di ordinare:
"Il divieto con effetto immediato e fino al 28.02.2010, della vendita nonchè dell'utilizzo di bombolette spray contenenti sostanze filanti, schiumogene o similari, in particolare per salvaguardare le persone, i monumenti, le vetrine degli esercizi commerciali, oltre che, in generale l'utilizzo delle stesse per insozzare le pubbliche vie e le piazze cittadine.
La violazione della presente ordinanza è punita con sanzione amministrativa pecuniaria da Euro 50,00 ad Euro 500,00, ai sensi dell'art. 7/bis del D. Lvo 267/2000 (clicca qui per leggere l'ordinanza completa)"
Oggi, prima domenica di Carnevale, mi reco in Piazza Amendola... storico ritrovo di bambini e mascherine. Mi fermo come di consueto per scattare qualche foto ai miei concittadini e non posso non notare che quasi tutti i bambini giocano con le suddette bombolette incriminate.
Ovviamente non mi scandalizzo assolutamente, siamo pur sempre la città che non rispetta i parcheggi per i motorini, in cui i padroni degli animali non sanno cosa sia una paletta, in cui l'80% degli automobilisti non mette la cintura e parla al cellulare... senza parlare del non uso del casco, del non differenziamento dei rifiuti, dei muri imbrattati dalle bombolette... del non rispetto di una regola che sia una!
Una cosa, però, mi è sembrata esagerata anche per una città come la nostra: la bancarella che vendeva le bombolette vietate era proprio in piazza Amendola... spudoratamente davanti agli occhi di tutti!
Cari amministratori, lo sappiamo che è Carnevale, ma togliamoci al più presto questa ipocrita maschera di legalità, giustizia e di rispetto delle regole... comincia a sembrare davvero quella di un pagliaccio a cui nessuno crederà più! La prossima volta risparmiamo almeno i soldi per affiggere i manifesti...
"Ed io pago, ed io pago..." ripete Totò al cospetto di continui sprechi perpetrati ai suoi danni.
Il salario è frutto di calcoli aziendali correlati alla produttività e al mercato... in alcuni casi è possibile anche ottenere dei premi, quando si raggiungono degli obiettivi che vanno oltre il previsto.
Anche coloro che lavorano nell’amministrazione pubblica (dal Comune al Parlamento) dovrebbero essere assoggettati alle stesse regole e riconoscimenti: l’indignazione del cittadino, dunque, non è sulla somma dello stipendio, ma su quella dello stipendificio. Meglio un lavoratore onesto e capace che guadagna “x” piuttosto che uno "intrallazziere" e incapace che guadagna la metà di “x”!
Ora passiamo un attimino alla situazione economica del nostro Comune. Noi del blog non siamo dei revisori dei conti e quindi facciamo i conti della lavandaia... ad es. sul nostro caso personale:
Queste sono le tasse comunali più comuni ma moltissime altre si aggiungono da attività commerciali, industriali ed artigianato, concessioni demaniali terrestri e demaniali marittime, oneri di urbanizzazione, tende e tavolini che pagano l’obolo per l’occupazione del suolo pubblico, affissioni, pubblicità ed insegne luminose, tutti i documenti rilasciati dal Comune... ovviamente a pagamento!
Inoltre, se si è capaci, ci sono molti contributi elargiti da Regione, Stato e Comunità Europea. Dove nascono dunque i problemi relativi alle entrate delle nostre casse comunali? Anche a Battipaglia, come per il resto dell'Italia, il grande problema è l'evasione fiscale... vengono tartassati sempre i soliti: pensionati e dipendenti!
Caro sindaco, caro assessore alle finanze e cara amministrazione tutta... invece di mungere sempre le solite mucche non sarebbe opportuno iniziare a mungere l’intera mandria visto che mangiano tutte? Invece di pensare al solito condono, perché non si pensa ad una taskforce anti-evasione ed anti-elusione? Il recupero dei crediti è efficiente? Per ripianare il debito di bilancio stiamo alienando tutti gli immobili... e poi? Non bisogna improvvisarsi... il piano di rientro deve essere strutturale, organico, equo e pianificato.
Cosa si sta facendo in questa direzione? Nel frattempo "io pago…"
La città di Battipaglia detiene il triste primato di malattie tumorali nella Piana del Sele... e svetta tra i primi posti anche a livello nazionale. Causa principale di questo dramma è l'inquinamento ed una politica ambientale inesistente: discariche abusive, racolta differenziata ai minimi termini, acque non depurate, amianto... non ci facciamo mancare niente.
Oggi ci occupiamo delle discariche a cielo aperto... quegli accumuli di rifiuti che un pò dappertutto nella nosra città si formano spontaneamente e crescono sotto l'occhio indifferente e incosciente di un popolo ignorante.
Perché è così importante non abbandonare i rifiuti? Forse non tutti sanno che con il tempo essi si degradano e reagiscono con il terreno... intossicandolo. Con l’umidità e la pioggia gli elementi inquinanti si infiltrano nel terreno e se trovano una falda acquifera la inquinano irrimediabilmente.
Se invece questi rifiuti vengono abbandonati nelle campagne ed incendiati, i prodotti tossici nati da tali combustioni possono involontariamente essere introitati da animali (ad es. ovini al pascolo) e vegetali... ed entrare nella nostra catena alimentare.
In natura l’inquinamento non esiste e tutti gli elementi sono in percentuale non tossiche per la vita. Solo l’uomo può alterare la concentrazione degli elementi e per autoassolversi ha stabilito dei valori massimi di inquinamento, che in linea teorica non dovrebbero compromettere la propria salute. In presenza di una discarica a cielo aperto, oltre alla rimozione dei rifiuti, si deve dunque accertare la diffusione nel terreno dei prodotti inquinanti e proseguire con la bonifica del sito contaminato... operazione complessa e molto costosa.
Per questi motivi, prima di abbandonare sciaguratamente i nostri rifiuti, non pensiamo solo ad evitare la probabile sanzione pecuniaria... ma riflettiamo sul danno ambientale che stiamo procurando e alle conseguenze che esso comporterà anche e soprattutto per la nostra salute.
Le foto seguenti non sono di repertorio, si riferiscono al 20 gennaio scorso...