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Grillo parlante
Se questo è un uomo...(San Nicola Varco) Stampa
Giovedì 27 Agosto 2009 09:43
Il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli, laureato con 110 e lode, potrebbe con la sua incontestabile intelligenza, cultura e sensibilità, mettere mano alla legge concernente l’immigrazione degli extracomunitari... e la successiva legge sulla sicurezza che ha introdotto il reato di clandestinità.

La legge sui flussi migratori in Italia è perlomeno discutibile. Ricordiamo che secondo tale normativa un datore di lavoro italiano dovrebbe far richiesta all'estero di un lavoratore che non ha mai conosciutoe, ignorandone aspetto, carattere e professionalità.

Una volta giunto in Italia ed il datore di lavoro non è soddisfatto di questo lavoratore extracomunitario "preso al buio"... che dovrebbe succedere? Non è dato saperlo... 
San Nicola Varco
Cari amici leghisti e non, razzisti e non... apriamo gli occhi: gli extracomunitari ci servono, sono un'indispensabile risorsa per la nostra economia e per il nostro benessere. Senza di loro chi lavorerebbe nei campi per oltre 12 ore al giorno per nemmeno 20 euro? Chi lavorerebbe in condizioni disumane nelle industrie pesanti del nord? Anche questo non è dato saperlo...

In psicologia, per sviluppare l’empatia, esiste il gioco dell’inversione dei ruoli... sarebbe molto carino applicarlo anche in in questo caso: una comunità eritrea, somala o marocchina, per un anno fà "cambio vita" con una comunità del NordEst Italiano. Sono sicuro che i nostri connazionali riuscirebbero a sconfessare la tematica sviluppata nel film “una poltrona per due”: i laboriosi ed infaticabili “nordisti” sicuramente non starebbero con le mani in mano e, con le risorse a loro disposizione, sarebbero in grado di creare nuovi eldoradi e nuova richezza... mica come questi scansafatiche che pensano solo ai gommoni per venire a fare la bella vita nella povera Italia!?! ... 

Scusate il lungo preambolo ma avevamo bisogno di sfogarci! Torniamo a noi. San Nicola Varco, frazione-ghetto del Comune di Eboli, è uno scandalo inammissibile in una Nazione che si proclama civile. Una bidonville che pensavamo facesse parte di un documentario anni Sessanta in una nazione del terzo mondo. Invece è una nostra triste realtà...

Li abbiamo colonizzati, deportati, sterminati... gasati. Deprediamo il loro sottosuolo, abbiamo inquinato le loro falde e i loro fiumi, abbiamo reso poveri i loro mari pescosi... abbiamo espropriato le loro terre e le loro case. Abbiamo desertifichiamo le loro foreste, sfruttiamo il loro basso costo lavorativo in terra nostra e in terra loro... saccheggiamo le loro risorse in cambio di armi e mine antiuomo. Promuoviamo guerre e dittature, esportiamo vizi e corruzione...
 
E chi prova a fuggire da tale disperazione cosa trova? Ovviamente noi Paesi ”civili” pronti a respingerli. E se non ci riusciamo li ghettiziamo, li sfruttiamo e li criminalizziamo...

Dov’è l’accoglienza cristiana? Dove lo spirito di carità, la compassione e la solidarietà? Dov’è l’umanità? Ovviamente sempre seguendo la Legge, distingedo i buoni dai cattivi, i disperati e i rifugiati politici dai criminali di professione! 

Le foto seguenti, a nostro parere davvero agghiaccinati, documentano il degrado del "campo abusivo" presente da anni a San Nicola Varco. Condizioni igieniche inesistenti, bagni improvvisati all'aria aperta, ci si lava con l'acqua dei canali destinata ai campi, rifuti di ogni genere bruciati e sparsi ovunque... un "odore" nauseabondo dappertutto. E non abbiamo avuto il coraggio di entrare all’interno delle loro “case”... 

Italiani “brava gente”... sarà?
Le foto...
 
La Repubblica delle banane Stampa
Sabato 01 Agosto 2009 23:27
Ogni tanto incontro dei sapientoni saccenti che mi rimproverano, quando parlo di politica, economia, degrado e corruzione, di essere un cittadino da terzo mondo, che non mi ribello e che quindi ne sono complice.
 
L’errore di base è pensare di essere autodeterminanti. Ovviamente questo non è vero, siamo gestiti e controllati da poche persone e da pochi poteri forti. Proprio come nelle repubbliche di banana...
 
Il nostro sistema di voto non è nè libero nè democratico: le sezioni sono talmente piccole che risalire alle nostre scelte è un gioco da ragazzi! Ed i poteri forti, con i loro "bravi", condizionano le nostre scelte elettorali e quindi il nostro destino...
 
Vuoi un lavoro? Vuoi evadere tasse e tributi? Vuoi una pensioncina falsa? Vuoi contributi comunali? Vuoi una concessione? Sempre da qui devi passare! E con un sistema che controlla tutto e tutti, in una realtà con disoccupazione che supera il 20%... non è facile esercitare la libertà di coscienza ma solo di opportunità.
 
Controllate chi sono i soci della maggior parte delle società quotate in borsa: una decina di nomi... sempre gli stessi... anche in società teoricamente rivali!
 
Stessa cosa cnche per i cosiddetti poteri forti: stampa, televisione, banche, industrie, grande distribuzione, assicurazioni, industrie occupazione... tutto accentrato nelle mani di una strettissima oligarchia!
 
Questi soliti personaggi nominano dal consigliere comunale al ministro dello stato: tutti burattini che, in cambio di un tozzo di pane o di una gustosa fetta di torta, diventano servi senza dignità né pudore. Pur di comparire alla "destra del padre" ed elemosinare qualche prebenda sono disposti a tutto: fanno del tradimento e del malaffare un vero vanto!
 
L’MPA ha dimostrato, come la Lega, che lamentarsi non paga, bisogna inserirsi nel sistema e, con ricatti e minacce, pretendere la spartizione del bottino. Tutti sapevano che il Sud subiva e subisce rapine quotidiane da parte della Lega... con la complicità dell'attuale Governo del PDL. Non solo fondi FAS ma anche più europa destinati al Sud, venivano sistematicamente dirottati al Nord.
 
Spesso accusano noi del Sud di non saper gestire questi fondi. Ma chi, se non i politici che siedono sugli stessi loro scanni, del loro stesso partito o della loro stessa coalizione, sono questi gestori?
 
Questo sistema difficilmente può essere debellato: fa comodo al Re e alla sua Corte. La plebe, ovviamente, fa da comparsa.

Secondo voi perché non inaspriscono le pene contro gli evasori? Perché non inaspriscono le pene sui reati amministrativi e politici?
Perché le sentenze non hanno scadenze civili? Perché gli appalti non sono trasparenti?
 
Noi meridionali siamo un pò più fortunati dei dissidenti cinesi, ma il risultato è lo stesso: o ti allinei o sei fuori.
 
Non conosco popoli con vocazione alla sudditanza, ma popoli costretti alla servitù. In Italia la dittatura è ancora dolce ed il popolo non ne è ancora cosciente.
 
Purtroppo il popolo vive alla giornata, l’antevisione non fa parte della sua cultura. Finchè si mette tavola, la ribellione non è mai nei progetti. Peccato per il popolo che un triste futuro potrebbe essere tra poco (lo è già?) un'angosciante presente.
 
Polo artistico Stampa
Il mondo economico degli artisti è dicotomico: o si è divi, e di conseguenza milionari, o comparse, che lottano per un pezzo di pane e di visibilità.

L’esigenza di creare un punto di riferimento per gli artisti c’è sempre stata. Anche qui a Battipaglia, decine di anni fà, ci ponemmo il problema e con l’amico Peluso fondammo l’associazione QUINTA DIMENSIONE, il cui obiettivo era simile a quello che è diventato Amici di Maria De Filippi... a distanza di diversi anni.

La nostra associazione non era monotematica ma allargata a tutte le conoscenze artistiche e culturali: attori, musicisti, coristi, prestigiatori, illusionisti, registi, tecnici del suono, tecnici luci, truccatori, doppiatori, coreografi, imitatori, giocolieri, intrattenitori, intervistatori...  di tutto e di più approfittando delle lezioni gratuite impartite da appassionati o pensionati.

L’esordio fu promettente... ma le criticità finanziarie ed organizzative ci fecero abbandonare il nostro caro progetto. A distanza di tanto tempo le esigenze degli artisti e del pubblico sono rimaste sempre le stesse... e riproporre una "quinta dimensione" potrebbe essere ancora un'idea vincente.

Nel mondo finanziario, dove c’è richiesta c’è produzione. Nel mondo artistico c’è meno fiducia: pochi investono sull’arte esordiente ed allora l’intervento pubblico è indispensabile.

Ovviamente bisognerebbe lavorare in modo rigorso, oculato: basta sprechi, basta finanziamenti a pioggia... bisogna solo sostenere attività artistiche mirate e per obiettivo.

Quasi tutte le associazioni artistiche sono itineranti, nel senso che per le prove o per i laboratori non hanno spazi propri e sono ospitate nelle “scuole aperte”. L’acquisto di attrezzature quali service, fari, palchi, strumenti musicali, attrezzi di laboratorio, materiale didattico, costumi, locali, etc... sono spesso ostacoli alla crescita delle associazioni.

Allora, cosa proponiamo? In primis la creazione di un polo artistico, locali in comodato d’uso gratuito comunali. A tale scopo si possono reperire tra i molteplici locali inutilizzati della stadio Pastena, tra i locali inutilizzati presso Alba Nuova o nei palazzetti dello sport.

Mettere in comune spazi espositivi e creativi, mettere in comune attrezzature musicali e di spettacolo, creare una sala registrazione per gli artisti della città o della Piana del Sele. Una sala prove unica per artisti privati, gruppi, associazioni. Il pubblico potrebbe assistere alle creazioni artistiche, assistere a prove musicali e teatrali. 

Tutto ciò per abbattere ed ottimizzare i costi. Come pagare le spese correnti? Innanzitutto gli associati pagherebbero una quota annuale per l'utilizzo della struttutra. Poi si possono promuovere aste, vendere il realizzato dei laboratori, collocare gli artisti della spettacolo presso i locali e le manifestazioni battipagliesi: camping, lidi, ristoranti, manifestazioni cittadine, sagre, etc... Ovviamente l’artista dovrà impegnarsi in prima persona per contribuire alla crescita della propria associazione e quindi anche di sè stesso!

La cosa si può fare. Noi siamo disponibili... e l’Amministrazione?
 
Nec temere, nec timide Stampa
Sabato 01 Agosto 2009 23:22

L’esordio di questa neonata amministrazione appare efficiente e determinata. Il modo di procedere appare assennato: inizialmente niente traumi tra amministratori e amministrati, tra amministratori e dipendenti comunali, tra amministratori ed enti compartecipati...

Usare subito violenza contro abitudini e vizi (ben radicati negli anni!) dei concittadini e dei dipendenti dell’amministrazione può scatenare una reazione altrettanto virulenta.
 
Bisogna, però, essere chiari ed onesti: la ricreazione è finita. Bisogna fare di necessità virtù, lavorare, guadagnarsi lo stipendio: partecipare alla rinascita della nostra città può dare nuovi stimoli e tante soddisfazioni!
 
Tutti dobbiamo sentirci coinvolti.

Vivere in una cittadina più pulita, più decorosa, più vivibile, più sicura... Un’amministrazione sburocratizzata che agevola il cittadino, che sia più trasparente, che faciliti gli investitori, che attingendo ai fondi provinciali, regionali, statali ed europei, crei strutture ed infrastrutture ed opportunità di lavoro e di indotto.
 
I primi segnali ci sono stati: Alba Nuova pare più attenta alla pulizia del territorio, meno mini discariche, area Pit (in litoranea) pulita e sorvegliata, ufficio postale più rispettoso delle utenze...
 
Noi del blog, però, proponiamo un po’ di intraprendenza in più:
  • controllo e sanzioni per parcheggi selvaggi
  • controllo e sanzioni su atti di vandalismo
  • ripristino w.c. pubblici: l’utilizzo deve essere a pagamento 
  • area PIT in litoranea: abbattere le barriere architettoniche tra strada e parcheggio (anche qui un contributo per gli utenti)
  • controllo e sanzioni per l’abbandono di rifiuti sul territorio
  • vendere o fittare i locali della tribuna “ospiti” dello stadio “Pastena”
  • creare un parcheggio bici per utenti comunali
  • ripristino parcheggi moto
  • sensibilizzare gli esercenti sui rifiuti e sull’occupazione dei marciapiedi (anziani e neomamme sono costrette a fare pericolosi slalom tra strada e marciapiedi)
  • eliminare tutte le condotte fisse che sversano reflui di privati nel Tusciano
 
Le nostre rovine... Stampa
Giovedì 30 Luglio 2009 23:37
Quando parliamo di memoria storica parliamo delle nostre radici, parliamo della nostra storia, della nostra evoluzione o involuzione.

Sicuramente noi “vecchi” abbiamo le nostre colpe, sicuramente i valori trasmessi alle giovani generazioni non sono tutti encomiabili, non sempre i nostri esempi sono stati esemplari... ma rinnegare e disprezzare tutto ciò che è vetusto non è giusto.

Per apprezzare le nostre radici, senza pregiudizi, bisogna conoscerle.
Rovine
 
Conservare ciò che è stato, può contribuire a farci capire chi siamo: le nostre tradizioni, le nostre ricette culinarie... Battipaglia è un paese giovane, ma qualcosa che vale la pena di conservare per noi e per i posteri c’è ancora.
 
In tal senso invitiamo l’amministrazione a creare, oltre ad una biblioteca, anche un piccolo museo contenente la nostra storia, fatta di reperti murari, cartacei, fotografici...

Nell’antichità si costruiva sulle rovine e parte di esse venivano riciclate: ecco perché quando si scava si trovano reperti archeologici di epoche storiche sovrapposte ed integrate.

Oggi, invece, le “macerie” si polverizzano e si depositano nelle discariche facendo perdere anche il riferimento territoriale.

Un secondo invito, dunque, ai costruttori: prima di eseguire le demolizioni atte a far posto a nuove costruzioni, cercate di recuperare, con l’apporto di giovani archeologi, materiale di interesse storico per la nostra città.

Le foto seguenti possono farvi capire di cosa stiamo parlando...
Le foto...
 
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