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L'incontro di ieri sera col giornalista di repubblica, Antonello Caporale, in occasione della prima serata della manifestazione "Equilibri 2010", organizzata dall’Associazione Culturale Aut Aut di Battipaglia, ha rievocato le meditazioni che si rispolverano durante le campagne elettorali.
Tutti vorrebbero un Paese dove i politici concretizzassero il programma declamato alla vigilia del voto e riconoscessero le proprie e le altrui responsabilità facendo outing.
Purtroppo i nostri amministratori hanno adottato il più concreto e vantaggioso pensiero di Marc Monnier, scrittore svizzero residente a Napoli nel periodo borbonico...
"Non si pensa, in guisa alcuna, a trarre la plebe del suo avvilimento: anzi, si desidera mantenerla fino alla fine dei secoli, ben sapendo che si conserva il potere assoluto solo con un popolo snervato, affamato, assoggettato e dipendente.
I nostri politici continuano a propinarci la solita cantilena di sempre dichiarando di essere liberali e progressisti, promettendo di cambiare il mondo e chi ci vive. Loro, però, sanno benissimo che il loro interesse è quello di non cambiare niente perché la speranza nel cambiamento deve essere sempre viva negli elettori.
La povertà e la schiavitù sono indispensabili per la prostituzione (carnale e morale), il servilismo e la cortigianeria... tutte comodità per un politico che intende perpetuare il proprio potere.
Quando siamo chiamati alle elezioni i soggetti in campo sono due: l'eletto e l'elettore. Il primo, alimentando la fornace delle false speranze nell'elettore, si mantiene imperituro sulla cresta dell’onda... come un'araba fenice che vuole sopravvivevre e succedere a sè stessa. D'altronde, chi glielo fa fare di cambiare copione?
Perciò, il soggetto che deve cambiare comportamento è l’elettore: pretendere un voluminoso e dettagliato curriculum sul passato personale, professionale e politico dei candidati. Escludete a priori chi non vuol parlare di passato ma solo di impegni e promesse future. La memoria è importante...
Ieri sera Caporale ci ha esortato alla conoscenza, alla cultura e all'attivismo nella società. Solo chi sa può esprimere giudizi, solo chi sa può applaudire o indignarsi, solo chi sa è libero di poter decidere...
Cari battipagliesi, votereste chi ha sperperato negli anni miliardi di risorse e chi ha condotto il nostro patrimonio demaniale, culturale, ambientale ed economico in questo stato di degrado?
Eppure non sappiamo niente. Chi conosce i protagonisti dei disastrosi bilanci di “Stu”, Villa Maria, Area Pit, "Salviamo il Tusciano", Alba Nuova, Interporto, Palazzetto dello Sport di Taverna... Chi di noi conosce i movimenti di appalti, forniture, sprechi, assunzioni familiari o amicali improduttive? Chi sa perché paghiamo le tasse comunali tra le più esose in Italia ed in cambio abbiamo pessimi servizi e degradate strutture ed infrastrutture pubbliche?
La conoscenza contribuisce alla formazione dei nostri giudizi e delle nostre scelte. La conoscenza può farci indignare, reagire e cambiare. Ecco il messaggio più importante che ieri ci ha lasciato il sapiente Caporale.
Le foto della prima giornata di Equilibri 2010... |