| Battipaglia, Emergenza lavoro... e nessuno se ne occupa! |
|
| Giovedì 11 Marzo 2010 12:05 |
|
"Maestà il popolo non ha il pane". "Che mangino le briosche!" Le reazioni che seguirono a tale esclamazione sono ben note a tutti...
Affamare il popolo, in tutte le latitudini ed in ogni tempo, non è mai stata un buona idea per caste e privilegiati. Quando il popolo non ha nulla da perdere, infatti, reagisce in modo incontrollabile... la storia e le rivoluzioni ne sono testimonianze evidenti.. Alla richiesta di dignità, ovvero di un lavoro, le classi privilegiate non possono rispondere con l’indifferenza. L’egoismo, l’accumulo di ricchezze, l'elevato squilibrio economico a favore di pochi e a danno di molti, provocano crisi economica. Questa, però, è piramidale: si inizia con la corrosione e l’instabilità della base finchè l'inevitabile effetto domino trascina con sè anche i piani sovrastanti. Facciamo un esempio concreto. Un ricco compra una villa da 3 milioni di euro: un cancello, una porta, quattro bagni, infissi ed arredi in proporzione... tutto di lusso. Con tale cifra i "poveri" comprano 20 appartamenti, 20 arredi, 40 servizi igienici e mutui a gogo per la gioia di banche, finanziarie e… datori di lavoro. Si, anche i datori di lavoro! Infatti più una persona è indebitata più è ricattabile: per paura di non riuscire a far fronte ai debiti, il lavoratore è molto più tendente a chinare il capo, ad evitare scioperi e ad abbassare le pretese. Quale delle 2 situazioni crea più flussi economici e più lavoro? Altro esempio. Il ricco prende l'auto da 70mila euro in leasing, i "poveri" con la stessa cifra,tra usato e nuovo, ne comprano almeno dieci. In questo caso vendite, materiali di consumo ed interventi di manutenzione presentano un rapporto di uno a dieci! Ai "ricchi", ai politici e agli imprenditori, non chiediamo austerità ma la rinuncia all’avidità, all’accaparramento... un'etica economica che consenta a tutti di vivere dignitosamente. Ascoltare le sofferenze e le rinunce di nostri concittadini ci intristisce. A queste persone che hanno costituito il Comitato Disoccupati Organizzati (e non solo a loro), oltre alla speranza ad all’ottimismo propinati dal Premier, occorre dare delle risposte. Durante le campagne elettorali tutti i candidati di tutti i partiti conoscono non solo i sentieri per promuovere il lavoro, ma anche i viottoli più nascosti. Una volta occupate le poltrone, però, conoscono solo l’autostrada dei privilegi. La commissione più urgente da promuovere in città era quella dedicata al lavoro. A quando la composizione? A quando i primi risultati? Come dare risposte se non si crea un punto di riferimento? |






