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Impianto Idrovoro Aversana... come funziona PDF Stampa E-mail
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Attualità - Battipaglia
Giovedì 14 Gennaio 2010 14:48
Sul litorale battipagliese, in prossimità del Lido Lago, è impossibile non accorgersi di un grosso ed importantissimo impianto idrovoro, anche se molti non ne conoscono nè la funzione nè il funzionamento. Con questo articolo speriamo di chiarirvi le cose...


Ricordiamo innanzitutto che gran parte del nostro territorio è al di sotto livello del mare e quindi l'acqua non defluirebbe mai verso il mare in modo naturale (ecco perchè la fertilissima terra del Sele, prima della bonifica, era una palude).  Per ottemperare a questo problema nasce l'idrovora, un impianto di "sollevamento" dell’acqua.

La portata di questo impianto, costituito da 4 pompe, è di 8mila litri al secondo... un valore di picco massimo che 30 anni fà, quando fu progettato e realizzato, sembrava un quantitativo di acqua straordinariamente grande. Con il passare degli anni e con l'evoluzione urbanistica del nostro territorio la situazione è molto cambiata ed il picco massimo previsto risulta spesso insufficiente.

Il motivo è molto semplice: quando fu progettato l'impianto, grandissima percentuale del lavoro veniva effettuato dai terreni che assorbivano la pioggia e facevano filtrare l'acqua nel sottosuolo.  In questi ultimi 30 anni, però, il terreno si è ridotto in modo notevole con l'istallazione di immensi impianti di serre, per non parlare della costruzione di case, strade, capannoni industriali ed agricoli.

Tutto ciò ha contribuito ad un aumento esponensiale dell'acqua che defluisce verso la vasca di raccolta dell'idrovora e a ridurre drasticamente il tempo di corrivazione, ovvero il tempo che intercorre fra la caduta della precipitazione su di un terreno a monte ed il passaggio di questa verso il mare.

A complicare ulteriormente le fasi critiche è da registrare anche l’aumento di erbacce, rami, carcasse di animali ed immondizia di ogni genere che giungono alla vasca dell'impianto ed ostruiscono la griglia che fà da filtro all’acqua da travasare in mare.

La concomitanza di questi fattori spesso provoca l'innalzamento del livello della vasca ricettiva e, per il principio dei vasi comunicanti, si determina l'allagamento dei terreni non più drenati.

Ovviamente la soluzione più rapida ed efficace per affrontare questo problema è aumentare la capacità dell'impianto. Il progetto per  aumentare la portata da 8mila l/s a 12mila l/s è stato già realizzato ma, come succede in Italia, giace da qualche anno nei cassetti degli addetti ai lavori in attesa della catastrofe. 

Come cittadini dotati di buon senso, noi del blog preferiremmo investire nella prevenzione e non affrontare le emergenze: si eviterebbero vittime innocenti e spreco di risorse economiche ed umane!

Giusto per completare il quadro, ricordiamo che questo impianto effettua solo il travaso dell'acqua senza depurare. E' ovvia conseguenza che tutti i prodotti chimici in eccesso utilizzati in agricoltura, con la piaggia raggiungono direttamente il mare avvelenando l'intero percorso.

Soltanto pochi anni fa i canali e le vasche pullulavano di vita: gavedani, triotti, anguille, rane, bisce. Adesso nell’acqua c’è il deserto... la morte biologica.
 
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Web master Vincenzo Picariello.