| Sanità salernitana sempre più nel baratro |
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| Martedì 10 Novembre 2009 13:00 |
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“La situazione della sanità salernitana sta ormai degenerandosi giorno dopo giorno e alcuna strategia di razionalizzazione e riprogettazione sembra essere stata avviata finalizzata alla salvaguardia dei livelli assistenziali. Il commissariamento della sanità campana, da alcuni salutato con gioia nella speranza di aver avviato nel concreto un risanamento del settore invece sta contribuendo a generare ulteriore confusione, aggravi di spesa e favorire un inarrestabile declino che graverà sui diritti di lavoratori ed utenti del comparto. La politica regionale scellerata e quella locale inadeguata ed inesistente oltre a sconcertare ogni individuo pervaso da buon senso, dimostra con quale livello di disattenzione si affronta una problematica di cosi tale importanza e a nessuno importa che per esempio settori del privato accreditato stanno per chiudere come la clinica Venosa di Battipaglia e il CEDISA di Salerno mentre altre a breve saranno costrette a causa di abbattimenti di prestazioni o a ridurre gli organici ovvero a dichiarare il fallimento, come la Casa di Cura la Quiete di Pellezzano e Villa Chiarugi di Nocera. E’ innegabile che tutto l’apparato politico che ha governato la regione è risultato inadeguato a trovare soluzioni al disavanzo creato da assenza totale di programmazione e scellerata miopia politica incapace di decodificare le esigenze e i bisogni della cittadinanza e tradurre il tutto in adeguate scelte di riadattamento dei servizi sanitari e socio assistenziali. Però allo stato tutto quanto avviato con gli obblighi del piano di rientro sembra essere a carico solo del nostro territorio. Infatti è in Provincia di Salerno che forse saranno costrette a chiudere quasi tutte le casa di cura convenzionate, pur se le stesse sempre hanno ottemperato agli obblighi imposti per gli adeguamenti necessari al possesso dei requisiti per l’accreditamento. Infatti l’aver ipotizzato piani di rientro dal debito maturato con il ridimensionamenti di tetti di spesa, tagli dei finanziamenti, mancato adeguamento delle tariffe per le prestazioni rese, semplicistico razionamento delle risorse a cui si contrappongono logiche pseudo aziendalistiche senza alcun serio provvedimento riorganizzatorio dell’intero settore e con privatizzazioni ed esternalizzazioni di servizi, se da una parte hanno causato ulteriori lottizzazioni politiche del servizio sanitario, dall’altra stanno determinando la sospensione calendarizzata dell’assistenza, cosa che accadrà a breve anche per le prestazioni riabilitative che dovrebbero sospendere le attività per raggiungimento dei limiti imposti dai tetti di spesa, la qualcosa è già intervenuta per quanto attiene le prestazioni ambulatoriali e specialistiche. Ieri mattina infatti presso la sede istituzionale dell’ANFFAS di Salerno è stata organizzata una riunione di tutte le associazioni che a vario titolo si interessano delle problematiche della disabilità per fare il punto su quanto sta accadendo in provincia per quanto attiene il diritto negato all’assistenza riabilitativa per i cittadini salernitani. La esclusiva gestione budgetaria ha fatto perdere di vista al settore la sua unica missione che si realizza nel dare risposte appropriate alle esigenze ed istanze di salute dei cittadini. Come si esce dal baratro in cui siamo sprofondati? Innanzitutto attraverso una piena visibilità del problema, chiarezza sulle tematiche da affrontare ed estrema trasparenza sulle strategie per la risoluzione, tutte cose che di contro si affrontano occultandole a tutti i livelli, spesso per incapacità ed inadeguatezza. Appare evidente che non bisogna perdere la capacità di avviare con forza, consapevolezza e chiarezza una filiera dei servizi sanitari, assistenziali e sociali che a partire dall’appropriatezza delle prestazioni realizzi una sua elevata qualità attraverso una razionalizzazione delle risorse economiche, umane e tecnologiche. Come qualcuno prima di me ha scritto e detto la terapia consiste nel controllo e aggiornamento costante dei DRG, identificazione e censura delle prestazioni improprie e di difesa corporativa o personale di interessi contrari a quelli del servizio sanitario. Il primo passo: eliminazione della gestione partitica della sanità con nomine di manager di provata esperienza quale scelta maturata dalle ragioni del merito, cui affidare nel concreto missione e obblighi per la realizzazione. L’autonomia sanitaria del territorio salernitana si attua affidando allo stesso fondi adeguati e autonomia decisionale, quest’ultimo elemento fondamentale per la realizzazione di una vera integrazione, non concorrenziale ma sussidiaria, sia di tutto il settore pubblico con quello privato, ma anche delle stesse strutture pubbliche che spesso a poca distanza ed irrilevante distanza erogano stesse prestazioni, generando confusione e inutile spreco di risorse. Tutti noi sempre ed ovunque dobbiamo con forza gridare che se oggi il sistema non è al tracollo definitivo, nonostante la pochezza dei Direttori Generali che hanno gestito le Aziende Sanitarie Locali, è dovuto alla maggior parte degli operatori del settore pubblico e privato che in silenzio lavorano concretamente, per una medicina fatta di particolare e quotidiana attenzione, rigore scientifico, continua formazione e cura di quanti necessitano delle proprie attenzioni. Per costoro e per quanti a costoro si affidano che abbiamo l’obbligo di continuare a tentare a provare a farcela da soli, rivalutando la politica vera fatta di solidarietà e di attenzione ai bisogni e alle dinamiche sociali. Troppe chiacchiere si sono fatte finora, ed è ormai ora di ricominciare a lavorare sul serio all’interno delle sedi istituzionalmente preposte al confronto su tali problematiche. Pietro Antonacchio |





