| Battipaglia, Giornata delle forze armate e dell'unità nazionale (2009) [Foto e Video] |
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| Giovedì 05 Novembre 2009 13:59 | |
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La giornata del 4 novembre, oltre ad essere la Giornata delle forze armate, celebra la fine della Prima Guerra Mondiale. Questa commemorazione dovrebbe indurre ad una riflessione globale sulla inutilità della guerra, delle atroci sofferenze umane e delle sue povere vittime... solo la Grande Guerra ha portato con sè oltre 15 milioni di vite umane.
Alla fine del conflitto mondiale l'Italia ha acquisito parte del Nord-Est (Trentino, Triste, Istria ma non la Dalmazia), precedentemente occupato dall’Austria. Ma qual'è stato il prezzo?
Parlando solo di costi umani ricordiamo gli oltre 700.000 morti italiani... quasi tutti contadini. Devastata dalle perdite, l'Italia fu costretta a spedire al macello anche i tristemente famosi ragazzi del '99. Quattro anni di trincee. Ben 12 battaglie sul solo Isonzo: il fronte di guerra era sempre lo stesso, mentre il numero di morti e feriti s’incrementava in modo esponenziale di battaglia in battaglia. Il risultato: un Nord-Est che molto probabilmente preferiva l’occupazione austriaca ed ancora oggi ce lo dimostra con statuti speciali, doppia lingua e bramosie di leghisti indipendentisti!
Perché allora l'inutile Prima Guerra Mondiale? Come sempre gli eventi sono pilotati da minoranze determinate e super attive. Nel nostro governo, con premier Sonnino, c’erano gli “irredentisti”, i “nazionalisti” e i “massoni”... una minoranza parlamentare mossa da ideologia e fanatismo (chiunque sano di mente sapeva che l'Italia non aveva né esercito, né strateghi, ne armi per combattere). Il tutto incoraggiato e sponsorizzato da un’industria pesante del Nord a caccia di produzione e facili guadagni che la Guerra assicurava. L'Italia scende dunque in guerra contro l'Austria (nostro alleato fino ad un attimo prima [gli italiani...]): i nostri contadini (del Sud) furono precettati per il fronte insieme agli incoscienti volontari interventisti, mentre gli operai del Nord lavoravano nell'industria bellica. Dall’Isonzo a Caporetto un massacro continuo: senza equipaggiamento, senza armi e comandati dall'incapace "Luigi Cadorna" dovevamo fronteggiare un nemico che annoverava tra i propri armamenti: gas tossici, mitragliatrici pesanti, lanciafiamme, carri armati e U-boot. "Vincemmo", se così si può dire, solo con l’aiuto non previsto dei nuovi alleati, Francia, Inghilterra e Stati Uniti, e con il ritiro dei nostri avversari collassati dall'ingente spesa bellica. Il 4 novembre 1918, alle ore 12, il Gen. A. Diaz comunicò sul “ bollettino della Vittoria” che: "La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta". Purtroppo qualche anno dopo la storia, quasi fotocopiata, si è ripetuta con la Seconda Guerra Mondiale: solo l’Uomo, mosso da opportunismo, ignoranza ed avidità, è capace di dimenticare la propria storia o peggio ancora di ignorarla. La manifestazione tenutasi ieri mattina a Battipaglia è stata impeccabile, considerate anche le ristrettezze economiche rispetto alle quali la città è costretta a muoversi. Unico grande neo la mancanza dei giovani... sarebbe stato opportuno coinvolgere tutte le scuole della città. Il messaggio di questa celebrazione dovrebbe essere sempre vivo anche nelle nuove generazioni: conoscere la propria storia ed i propri errori è il primo passo per evitare di commetterli nuovamente! Le foto della manifestazione per i presenti e non:
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