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Viviamo in un mondo costruito sempre più sulle eccellenze, sull’imperdonabilità degli errori, sulla selezione esasperata, sullo scalciare e sgomitare, sulla sindrome dell’accerchiamento... un mondo descritto in modo impeccabile nel romanzo, e poi film, “Il deserto dei tartari”.
In questo mondo la competitività è esasperata in ogni azione... sempre: si lotta per un parcheggio come per una promozione al lavoro, si lotta nel traffico, nelle file della Posta e del Supermercato.
Tutto questo ci fa vivere in un perenne stato di assedio! Stress e pillole sono sempre più frequenti nelle vite di tutti... e ci fanno vivere una vita bipolare: euforici dopo una battaglia vinta... depressi, un minuto dopo, per una battaglia persa.
In questa realtà caleidoscopica non ci sono appigli, punti di riferimento, scogli a cui aggrapparsi.
Per non cadere nella disperazione, la mente (che spesso mente) ci crea delle soluzioni: una di queste è farsi prendere dal “delirio di onnipotenza”
Dio fece tutto da solo... anche un figlio! Dio ha creato il Mondo... e dopo questa immane fatica se ne accollò un’altra, ancor più massacrante: la conoscenza ed il controllo su tutto il Creato: il ricordo del passato per giudicare, una guida sul presente, il controllo sul futuro... disegno divino per ogni uno di noi.
Purtroppo noi non siamo divini, non bastiamo a noi stessi e non abbiamo il controllo né sulle cose, né sugli uomini, né sugli eventi.
Questo, però, ci crea insicurezze e disagi perché la mente è abitudinaria: avvenimenti nuovi ci creano ansia e stress.
Un consiglio da noi del blog: non creiamoci muraglie, non arrocchiamoci, facciamo appello alla nostra funzione mentale più recente... quella del raziocinio. Siamo uomini, siamo fallaci, siamo deboli: accettiamoci e perdoniamo le nostre imperfezione ed i nostri limiti.
E con un ulteriore sforzo accettiamo anche i limiti del nostro prossimo. Impariamo ad affrontare il quotidiano con una certa serenità, con indulgenza, con distacco, ironia ed autoironia: a tutto c’è rimedio se c’è comprensione.
Qualsiasi cosa accada, la vita continua... bisogna solo imparare a non avere la lente di ingrandimento davanti agli occhi e, quando comunque capita per lo stress eccessivo, non bisogna farsi prendere dal panico... anche questo passerà da solo facendolo decantare.
Coltiviamo la fiducia nel prossimo... non incondizionata ma vigilata! E se le nostre aspettative saranno disattese, assolviamo ed assolviamoci se possiamo.
Auguri
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