| Elezioni europee: la nostra analisi a livello nazionale |
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| Lunedì 08 Giugno 2009 15:01 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Finalmente c'è il primo verdetto di quest'election-day... quello relativo alle elezioni europee. Questi sono i risultati:
Siccome l'attuale sistema di votazioni prevede uno sbarramento al 4%, saranno solo 5 i partiti a rappresentare l'Italia al Parlamento Europeo (i primi 5 della tabella in alto). Analizzati i risultati, queste sono le nostre due considerazioni principali: 1. LA GENTE E' STANCA DEI "PARTITI CLASSICI" I veri vincitori di questa tornata elettorale sono i 2 partiti "non partiti": la Lega Nord di Bossi (10,2%) e l'Italia dei Valori di Di Pietro (8%).
Queste 2 liste, che nascono "dal basso" coinvolgendo la società civile, stanno ben interpetando la voglia di cambiamento della nazione. La politica del fare, la difesa dei lavoratori, la voglia di giustizia e di legalità sono i principali punti comuni a questi 2 partiti che, secondo il nostro parere, saranno sempre più rilevanti nel sistema politico italiano. 2. I COMUNISTI NON SONO MORTI: SONO I VERTICI AD ESSERE STUPIDI
Una volta il motto del partito comunista era "Uniti si vince"... mi sa che gli attuali vertici di partito farebbero bene a ricordarselo. I comunisti, quelli veri con falce e martello (non il PD che è tutt'altra cosa), hanno commesso lo stesso errore di un anno fa: non si sono uniti, ognuno ha portato avanti la propria battaglia individuale... il risultato finale è stata l'ennesima batosta... tutti fuori dal Parlamento. E pensare che questa volta i voti c'erano pure: sommando i voti di Prc-Pdci, Sinistra e Libertà e Pci si arriva ad un 7% tondo tondo... 2.163.022 di persone che non avranno alcun rappresentante in Europa per la cocciutaggine degli esponenti dei propri partiti. |






