Con tanta umiltà vorremmo contribuire a palesarvi il demone CRISI e farvi capire come andrebbe affrontato. Una cosa è sicura: uscirne non sarà facile perché, in base al principio di Darwin, in tutto c’è continuità.
La crisi è il prodotto di anni di comportamenti dannosi, ce ne vorranno altrettanti virtuosi per poterne uscire!
Il guaio è che il primo percorso, quello che ha portato alla situazione odierna, è stato piacevole ma era falso e assurdo: consumismo sfrenato, indebitamento folle, aspettative economiche e occupazionali fantasiose.
Ad ogni tornata elettorale, tutti i nostri politici e amministratori promettono, in prospettiva, (sempre in prospettiva!) posti di lavoro e benessere per tutti. La gente, bisognosa di aggrapparsi a qualsiasi speranza, ci crede e di conseguenza spende, accendendo mutui e richiedendo finanziamenti... su tutto: case, auto, moto, ma anche televisori, pc e telefonini.
Il secondo percorso, quello virtuoso, ha un'altra logica ben precisa: tornare indietro!
Questa strategia, ahinoi, non è di facile attuazione: bisogna far pagare a chi non ha mai pagato in passato e risarcire chi ha pagato troppo, lavoratori e disoccupati.
Spesso, il nostro amato Premier, vanta lo spirito da formichina delle famiglie italiane, che sono risparmiose e spendono spesso in maniera oculata. Purtroppo questo comportamento, per chi può permetterselo, non è una scelta di piacere ma un duro obbligo necessario per la sopravvivenza!
In altre economie occidentali il welfare funziona: i sussidi di disoccupazione, e gli altri servizi connessi, vengono erogati a tutti i cittadini non appena raggiungono l'età lavorativa! Sentendosi le spalle coperte, i nostri amici d'oltreconfine non badano tanto al risparmio e spendono tutto quello che guadagnano, cercando di godersi la vita avendo fiducia nel futuro e nelle istituzioni.
Le misure anti-crisi prese dal nostro Governo sono ridicole e si limitano ai soli incentivi. I più sponsorizzati sono quelli relativi all'acquisto di nuove auto: a parte il fatto che gli italiani preferiscono le auto straniere, quelle poche che vediamo in circolazione sono prodotte in Romania, Argentina e India.
Gli elettrodomestici, di italiano, hanno, forse, solo il nome. I mobili etnici, molto richiesti, sono prodotti in Indonesia, Thailandia e Malaysia. I Cinesi vanno forte sul laccato, la Romania sul massello.
L’alternativa giusta? Ovviamente non è una scelta facile: la Casta dovrebbe suicidarsi e sputare nel piatto in cui mangia ed ha mangiato per decenni!
Chiariamoci, la crisi è il prodotto di molti fattori e quindi occorrono diversi provvedimenti:
- Saturazione di produzione: chi ha tre pellicce perché dovrebbe comprarne un quarta? Chi ha una barca perché dovrebbe sostituirla? Stesso discorso per lavatrice, frigoriferi, automobili...e altro. Allora, per incentivare realmente le famiglie, almeno quelle poche che possono permetterselo, c'è bisogno di prodotti innovativi! La ricerca, che all’estero funziona, darà questa risposta. Tranquilli, noi andremo a rimorchio come abbiamo sempre fatto… a scrocco degli altri Paesi che vedono sempre più lontano di noi!
- Sottrazione delle risorse finanziarie: dovute agli stipendifici statali e agli sprechi della politica. L'attuale sistema d'amministrazione pubblica produce solo burocrazia e sperperi. I soldi, di molti stipendi inutili, potrebbero essere utilizzati per realizzare servizi ed opere pubbliche, e quindi lavoro, spese e servizi!
- Così come si confiscano (si dovrebbero) soldi e beni alla mafia, così dovrebbero essere confiscati i tesori accumulati attraverso tangenti, corruzione, concussione ed evasione fiscale: troppi sono i furbetti che si sono arricchiti in modo illecito ed hanno esportato i loro capitali all’estero, sottraendoli alle casse dello Stato. L’antitrast dovrebbe intervenire prontamente contro le società faziose che succhiano sangue ai propri utenti. Inoltre non dovrebbero condannarle facendo incassare le multe allo Stato ma risarcire i veri danneggiati, i veri impoveriti dai loro comportamenti disonesti! Perché questo Governo ha tolto la legge sulla class-action? Occorre una dura lotta agli esili dorati, come quello di Luciano Gaucci, e risarcire i danni derivati dai crack finanziari, pilotati e voluti dai burattinai della finanza italiana e mondiale.
- Combattere la concorrenza produttiva in nero, perseguire i grandi evasori, varare leggi antielusioni, accertamenti fiscali giusti e continui. Una commessa che guadagna 300 euro al mese, come potrà mai muovere l’economia? Quando contribuirà all’accumulo della sua pensione? Come farà l’INPS tra qualche anno?
- Lotta agli speculatori e ai monopolisti. Come ha subito fatto Obama negli States, bisogna calmierare agli stipendi dei manager, sia pubblici che privati. La concentrazione di tesori improduttivi, come ville, panfili, conti e società nei paradisi fiscali, gioielli, opere d’arti...ecc... immobilizzano il flusso economico. Quando rientreranno nel circuito economico i 90 milioni (stipendio)di dollari pagati dalla Lehman Brother al suo a. d., Richard Fuld, più i 24 di buonuscita? Quando i 9,4 milioni di euro di Alessandro Profumo , per otto mesi all’Unicredito? Quando i 7,1 milioni a Marchionni, amministratore della Fondiaria? Quando i 6,9 milioni a Marchionne, a.d. Fiat? E cosi altri centinaia di supermanager... Tutti questi capitali sono stati sottratti al popolo, ovvero a chi spende anche quello che non ha. Quindi, l’appello del nostro Premier, deve essere rivolto ai detentori di questi veri e propri forzieri, occulti e polverosi.
- Infine, lotta al precariato: il precario non fa progetti per il futuro. Bisogna riscoprire e valorizzare le nostra peculiarità nazionali: natura, zootecnia, agricoltura, turismo, pesca, cultura, arte... Perché, ad esempio, gli Universitari delle Belle Arti e gli archeologi non fanno stage e praticantato facendo da manutentori e custodi del nostro patrimonio artistico, culturale e archeologico? Perché non affidare i musei e gli altri siti artistici alle fondazioni che, a costo zero, terrebbero aperti questi luoghi favorendo il turismo? Perché non ospitare, nel nostro Sud, i pensionati del Nord Italia e del Nord Europa con accoglienza, sanità e tempo libero dedicati?
Possiamo farcela, ma ci vuole una presa di coscienza dei votanti, e un mea culpa dei votati.
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