| I bambini di Gaza... |
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| Lunedì 05 Gennaio 2009 20:16 |
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Nei telegiornali di questi ultimi giorni, vedo spesso le immagini della guerra che a Gaza sta diventando sempre più cruenta. A parte i cumuli di macerie, il fumo dei missili e gli squarci delle bombe... ciò che più mi ha colpito è lo sguardo dei bambini israeliani e palestinesi: identici! Impauriti, smarriti, shockati... soffrono e non conoscono il motivo della loro sofferenza! ![]() Tutto questo è complicato da capire per gli adulti, totalmente incomprensibile per un bambino. Ma cerchiamo di fare chiarezza... In natura la guerra è normalità: per una questione di sopravvivenza gli animali devono eliminare gli invasori ed imporsi come dominatori del territorio. Anche un cane, quando marca il territorio facendo la pipì, non fa altro che comunicare agli altri cani che è lui che comanda in quella zona e che è lui l'unico fruitore delle risorse dell'area (cibo, acqua, femmine...). Solo l'essere umano ha stravolto questa legge della natura amplificando smisuratamente le proprie esigenze. Anche il leone, il re della foresta, riposa in una tana e mangia il giusto solo quando deve nutririsi. L'uomo NO! Le ville non bastano mai, le auto non sono mai abbastanza (anche se servono solo a prendere polvere in un garage), vestiti, gioielli... la barca bi-albero, tri-albero... gli alberi sembrano non essere mai sufficienti! Quest'animale insaziabile non risponde agli schemi della natura: lui non lotta per sopravvivere... lui lotta per il potere... ed il potere non è mai abbastanza! Ecco che, allora, l'uomo è costretto ad ampliare a dismisura il proprio territorio di caccia e di sfruttamento delle risorse. E quando il confinante non è d'accordo, e giustamente non lo è quasi mai, ecco nascere un conflitto... una guerra! Ma guai a dire che le cose stanno così! Non è nè umano, nè cattolico, nè civile dire che i conflitti nascono per avidità, soldi e potere! Bisogna, allora, creare una giustificazione... un alibi per gli ingiusti massacri: ecco nascere le ideologie...
Peccato che in questo teatrino si verifica sempre la stessa situazione:
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