| Le raccomandazioni... |
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| Martedì 30 Dicembre 2008 15:45 |
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Gli ultimi episodi di attualità hanno riportato alla ribalta la solita questione delle raccomandazioni. Tutti si scandalizzano... specialmente i non raccomandati! Ma vediamo di fare un pò di chiarezza... senza nasconderci dietro a un dito! Da quando si nasce a quando si muore, la nostra vita è infarcita di raccomandazioni: si parte dalle raccomandazioni del ginecologo e si termina con quelle delle onoranze funebri. La Raccomandazione, quella "sana", nasce quindi da una precisa e comprensibile esigenza: il cervello rifiuta l'ignoto quindi si preferisce convivere con persone che conosciamo o che ci sono state raccomandate da persone amiche o comunque fidate. Sul luogo di lavoro, ad esempio, il curriculum garantisce competenze e attitudini, la raccomandazione tranquillizza riguardo carattere, serietà e personalità. Fin qui tutto normale: quando la raccomandazione è a corredo di competenze e capacità è umano che ci sia! Il problema, lo scandalo, la questione etica e morale, nasce quando le raccomandazioni sono solo il frutto di scambi di favore e di interessi. La raccomandazione diventa cosa schifosa e ingiusta quando un incompetente ruba soldi, pubblici e non, solo perchè rappresenta un mucchietto di voti o quattrini! Un imprenditore "sano" è giusto che accetti un raccomandato, ma la raccomandazione cessa al momento dell'assunzione: dopo di ciò o produce o va a casa! Dove non si paga di tasca propria (spa, società pubbliche, miste), invece, le assunzioni sono solo clientelari: tu dai una cosa a me, io do una cosa a te... tu porti 1000 voti al mio partito, io piazzo tuo figlio incompetente in un ente pubblico! Tutti contenti... tranne il resto del mondo che rimane fuori dal giro e paga! Regali, voti, soldi, sesso, scambi di favori... queste sono le raccomandazioni che devono scandalizzarci... questi sono i raccomandati, ladri e parassiti, che vanno a discapito della meritocrazia e della collettività. Nelle grandi società e nelle spa, i fannulloni rubano soldi ai colleghi e agli azionisti in quanto premi di produzione e dividendi sono sempre proporzionati al bilancio. E nel bilancio ricadono i loro stipendi e la loro scarsa produttività! Nel pubblico impiego i danni sono ancora più evidenti. In teoria, in cambio delle tasse, lo Stato dovrebbe offrire determinati servizi alla collettività... ma se i nostri soldini sono dirottati su inutili stipendifici, i servizi si assottigliano... nulla si crea e nulla si distrugge! Il raccomandato della pubblica amministrazione è quasi sempre figlio di... o portavoti di... Siccome egli è consapevole ed orgoglioso di questa sua diversità... perchè mai dovrebbe lavorare come i suoi anonimi colleghi? Di regola dovrebbe intervenire il dirigente, ma se questi fa parte della stessa filiera di raccomandazioni... praticamente ha le mani legate. Il politico sceglie dirigenti e dipendenti, sono una stessa famiglia... e si sa, in famiglia è bene andare d'accordo! In questo scenario il danno delle raccomandazioni diventa esponenziale in quanto il dirigente, raccomandato, ha il solo scopo di soddisfare il proprio sponsor (raccomandante): e meno il dirigente è qualificato... più diventa ricattabile e servizievole! Raccomandare è umano... non mettiamo nello stesso calderone brava gente (lavoratrice e competente), con i criminali (corrotti e corruttori)! |






